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February 09 la testimonianza di matteo alla giornata del malatoLeucemia linfoblastica acuta pre pre b, con ph positivo. Questo era il nome della mia cartella. Era il mio primo ricovero, era la prima volta che qualcuno mi diceva che ero malato, ma soprattutto era l’inizio di una lunga lotta. In quel momento, forse perché la mia vita non è mai stata semplice, o forse perché avevo solo 15 anni e un po’ di incoscienza, tutto mi sembrava semplice, niente mi avrebbe fermato, era solo questione di tempo e anche la leucemia sarebbe diventata un brutto ricordo da chiudere nel mio cassetto. Non avevo piena consapevolezza di ciò che mi girava attorno, non sapevo neanche cosa fosse una chemio terapia, ma bastarono pochissimi giorni per sentirne il peso. L’energia e la grinta con cui avevo iniziato il mio percorso, lasciava sempre più spazio alla tristezza, alla rabbia e alla paura. Nella mia stanza c’era un bimbo di soli otto anni, era magro, pallido e non aveva i capelli. Eppure sorrideva, giocava, disegnava e si rapportava a tutti con tranquillità e serenità, mentre io nonostante avessi i miei cari sempre vicini, mi sentivo solo e non avevo voglia di fare nulla, avrei voluto soltanto staccarmi da quella macchina che iniettava litri di medicine nelle mie vene e andare via. Ma quel bambino col passare dei giorni mi conquistava sempre di più, la sua vitalità era contagiosa, il suo sorriso così innocente mi dava serenità. Iniziai a pensare che forse stavo sbagliando tutto, che la rabbia e la rassegnazione non mi avrebbero aiutato e che infondo si può imparare tanto anche da un bambino. Cercai di fare come lui, di reagire col sorriso dicendo a me stesso “posso farcela, ce la devo fare!”. Mi sembrò finalmente di aver trovato la chiave giusta, tutto sarebbe stato più semplice. Ma era solo un’illusione, i momenti davvero difficili dovevano ancora arrivare.
Ho sempre avuto una particolare cura del mio fisico, ma lo specchio, davanti al quale ho sempre trascorso del tempo per sistemare i miei capelli e per curare ogni dettaglio a poco a poco è diventato uno dei miei peggiori nemici. Non sopportavo di vedermi ridotto pelle e ossa, non sopportavo il mio pallore e soprattutto vivevo male la perdita dei capelli. Sapevo che sarebbero ricresciuti, è una delle poche cose che ho sempre saputo circa gli effetti della chemio terapia, ma vedere i miei capelli sempre più deboli e sfibrati era una cosa insopportabile. Così decisi di tagliarli, prima che potessero cadere, così sarebbero ricresciuti da soli e non avrei dovuto affrontare il problema della caduta. Probabilmente la mia rabbia nei confronti della vita mi portava a cercare sempre nuove motivazioni per rifiutare tutto quello che avevo attorno. Probabilmente se fossi stato più piccolo non avrei sentito la necessità di fare tante domande e non avrei avuto tanta paura nell’attesa delle risposte. Ero troppo grande per lasciare che i giorni scivolassero via senza sapere la verità, bella o brutta che fosse. Ma allo stesso tempo mi sentivo ancora troppo giovane per affrontarla. E a volte avrei voluto riscoprire un po’ di quell’incoscienza che vedevo nei bambini più piccoli di me, che, ignari di quello a cui andavano incontro, riuscivano ancora a sorridere e se piangevano, lo facevano per il dolore che provavano in quel momento e non per la paura di un futuro totalmente incerto.
Sento di poter affermare con assoluta certezza che solo chi ha vissuto sulla propria pelle un’esperienza del genere può davvero capire cosa si prova. A un certo punto tutto quello che fino a qualche mese prima era nuovo, triste e così difficile da accettare, divenne per me la normalità, il mio quotidiano. Erano tanti tasselli che uniti formavano la strada che dovevo percorrere per giungere alla meta e non vedevo l’ora di raggiungerla. Ed è stata proprio la voglia di arrivare il prima possibile alla fine di questo percorso così da poter riabbracciare la vita che volevo, a farmi ritrovare il sorriso e la positività. Avevo poche persone intorno a me, ma sono state fondamentali: mia madre, i miei fratelli, alcuni parenti e i miei veri amici. Tutti gli altri si sono tirati indietro e questo mi ha deluso, ma ho trovato tanto calore dalle persone a me più care e ho capito quanto siano importanti i rapporti che ho con loro.
Un mese prima del trapianto, sono stato convocato dal primario. Non dimenticherò mai quel colloquio. Nel giro di pochi minuti mi ha detto che per lui ero un caso disperato, che non avrebbe mai pensato che ce l’avrei fatta e che già il solo fatto di vedermi ancora lì seduto davanti a lui gli faceva piacere. E poi la doccia fredda. Secondo il primario ero abbastanza grande e abbastanza intelligente da decidere se affrontare o meno il trapianto del midollo. Voleva che fossi cosciente dei rischi e che mi assumessi io la responsabilità di decidere. Io a soli 16 anni, dovevo rispondere a una domanda così difficile. Il mio cuore batteva forte, le lacrime mi annebbiavano la vista. Ho chiuso per qualche secondo gli occhi e poi con voce ferma gli ho detto: “Dottore, ho 16 anni e ho tanta voglia di vivere…”
September 11 In piena vena artisticaC'è chi canta per passione e chi per denaro...
io lo faccio per entrambi i motivi (sempre sincero a dispettodi chi afferma il contrario...), ma la passione è sicuramente la ragione principale per cui si sceglie di viaggiare 10 ore (sola andata) per cantare due ore e guadagnare due soldi, passare ore o ed ore a studiare e provare brani per una sola serata, rinunciare alle vacanze e ai fine settimana a base di relax.
Cantare non mi annoia mai, canto in ogni momento e in ogni luogo (anche in quelli meno opportuni), è un'esigenza a volte incontrollabile che ho e che non mi stanca...ma a volte mi stanca ripetere cose già fatte, mi stanca cantare continuamente canzoni cantate e ricantate tante volte, mi stanca non poter andare oltre, salire un gradino in più per dire a me stesso"non mi sono fermato, sto continuando la mia salita".
Ed è soprattutto per questo che continuo a salire gradino per gradino una scala che mi porta alla scoperta di cose e persone nuove, giorno dopo giorno.
E su questa splendida scalinata ho incontrato tanti musicisti; i musicisti sono persone particolari, a volte magiche, perchè la musica è arte e l'arte dona a chi ne vive una sorta di magia e man mano che li incontro, ho voglia di ascoltarli, di imparare da loro e di collaborare con loro.
Un po' per questo e un po' perchè la mia voglia di novità mi spinge a cercare sempre nuove strade, mi sono ritrovato a lavorare attivamente con tre band.
La stagione estiva volge verso la conclusione e i nuovi calendari attendono con ansia di essere riempiti. In questo clima, avevo ed ho una gran voglia di rinnovare alcune cose e ho pensato di iniziare dai nostri manifesti.
Per il mio primo (e intramnontabile nonostante tutto) gruppo ho scelto di seguire il consiglio di Federica (moglie del batterista nonchè esperta nel settore della cura dell'immagine), ho modificato pochissimo del file che mi aveva inviato ed è venuto fuori il nostro nuovo manifesto ufficiale: semplice, essenziale ed elegante.
I 54gradi offrono divertimento puro spaziando dalla dance, alla disco, al funcky, allo ska, al rock melodico senza interruzioni e senza parole inutili: musica a 360° dalll'inizio alla fine.
Ma a me piacciono le sfide e così (pur non essendo uno i quelli che li segue ovunque e acquista tuti i possibili gadgets) ho accettato (da tre anni ormai) di unirmi a un gruppo che nasce come tributo ai Nomadi. Esperienza diversa, locali diversi, pubblico diverso, ma l'adrenalina è comunque forte e straordinaria. E per questo anche la Settima Onda meritava un manifesto di un certo spessore (ammazza che modesto! :-P) e dopo averci ragionato un po' su, ho deciso: Uno sfondo stilizzato che raccoglie le immagini di alcuni quadri dipinti dal grande Augusto (voce storica dei Nomadi) e le nostre foto davanti (con un bordo bianco che le fa sembrare foto appoggiate su un tavolo) formate da un primo piano a colori e uno sfondo in bianco e nero raffigurante un momento della nostra esibizione.
Qualcuno un tempo disse (e aveva ragione) che non c'è 2 senza 3. Non abbanmdonerò i 54gradi (tengo troppo a questo gruppo) ne la settima onda (con loro lavoro meno, ma tutte belle serate), ma ho voluto a tutti i costi realizzare un progetto sul quale punto da diversi anni e che finalmente sta per vedere la luce: i Soundtrack. Canteremo canzoni romantiche, canzoni grintose e canzoni ballabili, tutte legate da un filo conduttoire: saranno tutte colonne sonore di film famosi.
Mi faccio un grandissimo in bocca al lupo per questa nuova avventura che spero porti me e i miei nuovi compagni di viaggio a vivere una bellissima esperienza che duri il più a lungo possibile. August 30 gossippiamo un po' sui ragazzi di "amici"cosa si fa per non finire nel dimenticatoio?
1) se si hanno delle doti, si cerca di coltivarle il più possibile e di calcare l'onda del successo del programma e della notorietà che esso regala a chi ne ha fatto parte...
2) se non si hanno le doti....l'unico modo per andare avanti è fare notizia...
e così valentina mele tramite il settimanale Dipiù scrive una lettera a marco dichiarandogli il suo amore mai spento ma anche la sua comprensione "so che stai vivendo il tuo sogno e che non hai tempo per me" (una santa insomma), ma lo invita anche a non dimenticare mai il loro primo bacio appassionato
nel frattempo giuseppe salsetta sfrutta lo stesso spazio per chiedere a pasqualino come mai nella prima fase del programma (prima che chiarissero e diventassero amici) gli era ostile...
ma come? se ora hanno chiarito e sono amici (e si esibiscono nelle stesse serate spesso e volentieri...) non può chiederglielo di persona?
nessuna delle due lettere ottiene risposta...c'è bisogno di qualcosa di più...
e così solo pochi giorni dopo la sua drammatica dichiarazione d'amore a marco, valentina mele è innamoratissima di antonino lombardo (come testimoniano queste foto)
bisogna ammettere che se il loro intento era semplicemente quello di apparire, hanno fatto centro...
la cosa buffa (o meglio ridicola) è che nello stesso stabilimento balnerare...e magari anche sullo stesso lettino (probabilmente intinto di un potente filtro d'amore) scoppia la passione tra giuseppe salsetta e cosetta turco (ex ballerina di domenica in...e ufficialmente, almeno credo, fidanzata con thomas grazioso)
ed ecco qui, caldo caldo, un articolo anche per loro (guarda un po' i casi della vita...)
certo non hanno avuto lo stesso riscontro dei primi due (ma infondo cosetta non ha dichiarato una settimana prima di amare Marco Carta) e poi si sa che in estate ci si prende e ci si lascia...però il web viene tempestato di foto di antonino (più che sexy mi sembra ridicolo e volgarotto, magari sono io a non avere gusto in questo senso e chiedo alle donne cosa ne pensano) e giuseppe (perennemente avvinghiato a cosetta) che guarda caso vengono sempre immortalati negli stessi posti (altro esempio fotografico)...
e stranamente nello stesso periodo...nello space di thomas viene rilevata una nuova foto (tra quelle dell'estate 2008), in cui guarda caso è con cosetta turco (ma sta con due ragazzi contemporaneamente o c'è qualcosa che non va?)
lo sputtanamento è ormai alle porte e così salsetta decide di disinnescare la bomba prima che scoppi...e dichiara su un giornale: "ho lasciato cosetta per amore delle mie fans che non erano d'accordo con la nostra unione" (e intanto si becca qualche altro scatto e un altro articolo)
di lì a poco c'è un nuovo articolo su una rivista...
questa volta è cosetta turco ad essere immortalata e a sfogarsi per essere stata lasciata da un giuseppe salsetta che lei definisce troppo piccolo e immauturo per stare con una donna come lei...
ma forse il salsettino non ha gradito...fino a che la pubblicità se la fa lui ok...ma che lei faccia la stessa cosa non era previsto negli accordi forse e così rilascia l'ennesima intervista (in cui compare anche il redivivo saverio...di cui parleremo poi...) nella quale afferma "io e cosetta non siamo mai stati insieme...le sue dichiarazioni false sono un'offesa al pubblico"
e le dichiarazioni di giuseppe allora cosa sono?
e le foto?
l'unica cosa vera in tutto questo l'ha detta cosetta turco: "giuseppe è piccolo e immaturo"
ma torniamo all'altra coppia bollente di questa estate 2008...antonino e vale si fanno immortalare al chiuso e lontano da giuseppe e cosetta, onde evitare di fare la stessa fine...
eppure pare ci sia una signora pronta a giurare che la ragazza di antonino in realtà si chiama emanuela...io non fatico per nulla a crederle e voi?
ma per la serie "anche i disperati piangono" (questa l'ho fregata a steffie) cercano di avere fortuna percorrendo la stessa strada anche i protagonisti del triangolo amoroso meno seguito (per quanto mi riguarda è passato totalmente inosservato) della storia della televisione: marialuigia, saverio e vincenzo...
prima lei ricompare per dire: "sono delusa da due uomini, luca jurman che ha deciso di puntare su cassandra e vincenzo che mi ha solo illusa"
e pronta arriva la risposta di saverio "e io sono deluso da marialuigia che prima mi ha sedotto e poi abbandonato per vincenzo, solo perchè io ero ultimo in classifica e lei non voleva perdere punti"
e come se non bastasse dopo due settimane c'è un articolo per tre: vincenzo, marialuigia e saverio...abbracciati come la famiglia cuore sventolano la loro grandissima amicizia anche se non è nato nessun amore all'interno del loro triangolo... ad ogni passaggio corrisponde un articolo di giornale con foto ma sn talmente invisibili che sono passati inosservati anche così....ed ecco saverio comparire accanto a salsetta nelle foto abbinate all'articolo in cui quest'ultimo dichiara di non aver mai amato cosetta (ma che bella rimetta)
August 09 30 anninon ho mai amato le cifre tonde...
sognavo di diplomarmi con 56/60 perchè il numero 56 mi riempiva la bocca meglio del 60 (ma non è che mi abbia fatto schifo diplomarmi col massimo :-P)
all'università ho sempre puntato al 27 (anche se non ho mai disdegnato un trenta :-D)
e mi sarei volentieri fermato a 26 anni...
purtroppo però il tempo non si ferma anche se io resto sempre lo stesso (sarà un male?)
ieri sera la prima bella sorpresa...
era quasi mezzanotte e stavo cantando in uno stabilimento balneare col mio amico Rossano, quando ho visto entrare Giulia, che dopo aver girato mezza città alla ricerca di un parcheggio era casualmente passata da quelle parti e aveva riconosciuto la mia voce (e di conseguenza deciso di fermarsi) proprio qualche minuto prima che Rossano intonasse "tanti auguri a te..."
a volte il destino fa anche dei bei regali...i primi a farmi gli auguri sono stati i miei genitori la mia ragazza e i miei migliori amici...
questa mattina, come da copione, ho ricevuto molti messaggi d'auguri...dal rituale "auguri testa di cazzo" di lorenzo in poi...
ma quello che mi ha colpito di più (anche se mi lascia una grande amarezza) è questo:
"buongiorno e tanti auguri fratello mio. sai più passa il tempo, più sono convinto che se fossi stato davvero tuo fratello non avrei passato tutto quello che ho passato. questo è un sogno che faccio da sempre e mai smetterò di fare. ti voglio bene.
quello che mi fa stare male oggi, è che ho voglia di piangere e non ho una spalla sulla quale appoggiarmi. un'altra cosa che mi fa stare male è sentirmi solo a questo mondo. L'unica persona che mi ha fatto del bene sei tu, ma io sono stato troppo ingenuo a non saperlo apprezzare. perdonami se ti ho sempre e solo deluso. Un abbraccio"
non commento oltre...l'unico regalo che mi sento di chiedere e che vorrei davvero ricevere con tutto il cuore è la serenità delle eprsone che amo...per il resto tutto si aggiusta...
AUGURI LUCA...TANTI AUGURI A TE...ANZI A ME June 28 Da quando non ci sei...il ritorno...Alcuni anni fa ho creato questo spazio e ho iniziato a raccontare un po' di me attraverso la descrizione di alcune mie esperienze di vita e attraverso le mie canzoni... una di queste è "DA QUANDO NON CI SEI" (incollo un mio vecchio post per poter ripartire da lì ed andare avanti) 14 giugno
da quando non ci seinell’estate del 2000 mia zia dopo tanti anni è tornata dall’Australia…l’ultima volta 9 anni prima era venuta insieme a suo marito e a sua figlia, Sonia… anche questa volta sono venuti in tre…ma qualcosa è cambiato…mio zio è mancato…e alcuni mesi dopo anche mia cugina…che però ha lasciato un regalo bellissimo a mia zia…un bimbo di nome Nicolas… mia zia è scesa dall’aereo insieme a suo genero, Carmine e al bambino… non conoscevo il marito di mia cugina…non lo avevo mai visto…non ci avevo mai parlato e soprattutto non immaginavo quanto fosse legato a lei… passava le notti sveglio…io andavo a cantare.. tornavo all’alba e facevo di tutto per non far rumore, ma lui era sveglio… aveva solo 26 anni…era cosciente di avere un bimbo piccolo che aveva bisogno di una madre e sapeva di essere molto giovane e che prima o poi si sarebbe rifatto una vita, ma non riusciva a frequentare nessuna donna…perché era innamorato…di Sonia… parlava di lei come l’unico amore della sua vita…la donna che mai avrebbe dimenticato… cercavo di capire, di immedesimarmi in tanta sofferenza…e ovviamente non ci riuscivo…provare quel senso di vuoto è impossibile per chi non lo vive… la perdita di mia cugina aveva segnato anche me, le volevo molto bene…eppure non trovavo le parole giuste per descrivere tale sensazione…ma quando ho sentito parlare Carmine ho avuto l’esatta percezione del vuoto che stava provando, del vano desiderio di una pace che non arriva…della disperazione e della rassegnazione che si nascondevano dietro un sorriso all’apparenza sereno, ma che emergevano dalla sua voce e soprattutto dai suoi occhi quando, nel silenzio della sera, iniziava a ricordarla… è stato allora che ho scritto “da quando non ci sei”…una delle canzoni alle quali tengo di più…
Sono passati alcuni anni, Carmine si è risposato (con una vedova che aveva già un figlio), hanno avuto un altro bambino e il piccolo Nicolas ha dovuto subire l'allontanamento dalla nonna che lo ha cresciuto... Lo scorso novembre poi, la storia, in sé triste, si è trasformata in tragedia: a soli otto anni Nicolas è morto di infarto. Si è così chiuso definitivamente un capitolo nella vita di Carmine, sua moglie e suo figlio sono mancati nelle stesse circostanze e ora ha una famiglia nuova...a volte mi chiedo se è davvero felice e spero che la sua scelta sia stata una scelta d'amore e non un ripiego...che non abbia semplicemente cercato di dare una madre a suo figlio (anche perchè lui palesemente avrebbe preferito restare con la nonna) ma abbia seguito i suoi sentimenti e non debba avere rimpianti, quantomeno per quanto riguarda le sue scelte. Chi invece non ha potuto scegliere è mia zia...è stata privata di alcuni tra i suoi affetti più cari nel giro di pochi anni e ancora una volta si è dovuta rialzare... a lei non ho mai detto di aver dedicato una canzone a mia cugina, l'aveva ascoltata una sola volta e mi aveva anche chiesto di registrarla, perchè le piaceva, ma senza sapere quando e da chi ero stato ispirato... ieri sera è tornata in Italia, mi ha abbracciato stretto e ogni volta che mi guardava tratteneva le lacrime...non ho capito il motivo fino a che mi ha detto: "ti seguo sempre, su myspace, ti ho trovato per caso navigando in internet e ascolto sempre le tue canzoni" (www.myspace.com/lucaragnone) in quel momento ho capito tutto..."da quando non ci sei" è presente nella mia playlist e c'è anche la foto di mia cugina... qualche minuto dopo ha detto: "tu non mi hai detto nulla, ma potevi anche farlo, ho pianto tanto quando l'ho ascoltata, ma è stato comunque bellissimo" ho provato una forte emozione, un misto di malinconia, gioia (per aver riabbracciato mia zia e per le sue parole) e tristezza (per Sonia e per Nicolas, perchè hanno lasciato un vuoto che si sente ancor di più quando mia zia è qui con noi)
June 07 nessun posto è bello come la tua casa...questo è quello che diceva Dorothy battendo tre volte i tacchi delle sue scarpette rosse per tornare finalmente nel cansas...
ed è quello che ha detto ieri Matteo...
che dopo un anno di cure, sofferenze, speranze, lacrime e tanto coraggio ha finalmente varcato la porta dell'ospedale...
dopo il periodo di isolamento ho potuto riabbracciarlo senza che un vetro ci separasse e ho potuto parlargli senza dove usare il microfono...
non so se esistono parole per descrivere la gioia che ho provato...
probabilmente si, ma io faccio una gran fatica a trovarle...
in un momento ho ripensato a tutte quelle volte che con le lacrime agli occhi ripetevo a me stesso "non può succedere a lui, ce la farà ce la deve fare"
e a tutte le volte che in preda allo sconforto pensavo a tutti quei ragazzi che, in situazioni apparentemente meno difficili della sua, non ce l'hanno fatta e al fatto che sicuramente le persone a loro vicine avevano vissuto quello che stavo vivendo io: un incubo in cui ci si sente inpotenti e disarmati...
sono stato male anche per loro, ma oggi non mi vergogno di dire che sto vivendo un bellissimo sogno...è stata dura ma Matteo ce l'ha fatta e questo è il regalo più bello che potessi desiderare...
e posso dire a voce alta che SONO FELICE
May 23 chiudiamo un cerchio...A volte cerco di capire la motivazione che può spingere una persona ad andare a posare gli occhi su qualcosa che odia...
masochismo o frustrazione?
forse un giorno capirò, ma per ora mi limito a raccontare una storia...
due anni fa la mia band s'è sciolta (con grande rammarico per tutti nonostante le tensioni ci avrebbero presto portati all'uso delle armi :-P) ...
qualche mese dopo s'è presentata la possibilità di tornare a lavorare e così ho cercato di formare un nuovo gruppo...
ho chiamato alcune persone che in quel momento sentivo vicine e con le quali avrei condiviso con piacere una nuova esperienza...
tutti hanno risposto con entusiasmo, tranne Giulia (la cantante migliore che conosca) che mi ha dato una disponibilità limitata a causa dei suoi impegni...
a quel punto la mia proposta è stata: se non richiedono la cantante o il budget è limitato, canto da solo...se richiedono la cantante o c'è un budgetmaggiore mi rivolgo a giulia...
due persone (tastierista e batterista) erano daccordo con me
mentre altre due (bassista e chitarrista) hanno proposto di provinare due persone: un'amica del bassista e la ragazza del chitarrista...
ho voluto iniziare da quest'ultima...perchè era la ragazza di un mio amico (io lo ritenevo tale) e perchè a pelle mi piaceva molto come persona...
dopo la sua prova mi hanno detto "decidi tu" e io ho risposto "a me piace"
il genere musicale dei 54gradi non era nelle sue corde, ma non dovevamo certo suonare all'olimpico, quindi per me non c'era fretta...avrebbe trovato un compromesso tra il suo stile e il nostro e avrebbe sicuramente dato dei buoni risultati...questo è quello che ripetevo ogni volta che veniva detto: "non sa cantare"..."non ha voce"..."non ha personalità"..."è una cantante rock, non va bene per quello che dobbiamo fare noi" ecc...
eppure lei non si sentiva apprezzata da me...
oggi non ho più nessuna voglia di giustificarmi, io in lei ho creduto sia come cantante sia soprattutto come persona ed ero sinceramente dispiaciuto delle incomprensioni che si erano venute a creare...
e per questo le ho chiesto di incontrarci per chiarire...ma poi sono sparito...perchè? perchè nel frattempo il mio batterista mi ha inoltrato una seire di e.mail che lei gli aveva mandato negli ultimi mesi in cui parlava (malissimo ovviamente) di me...
in quel momento non avevo più niente da chiarire...
come si fa ad accusare me di incoerenza dopo aver parlato alle mie spalle in quel modo?
e poi nei mesi successivi mi ha anche mandato delle email (usando un indirizzo fasullo ovviamente) in cui mi definiva "una delle persone più false mai conosciute"
io? lei che si considera tanto sincera perchè non è uscita allo scoperto fin dall'inizio dicendomi in faccia quello che pensava di me?
e perchè nel momento in cui s'è decisa a parlare l'ha fatto nascondendosi dientro un nick (o dietro l'anonimato)?
ma la domanda che più di tutte continuo a pormi è: non ha nulla di meglio da fare?
spero che questa domanda la ponga presto a se stessa e la smetta di darmi tutta questa importanza, perchè io non voglio essere importante per lei e soprattutto lei non lo è per me...
p.s. carissima se stai leggendo rifletti prima di pensare a come lanciare la tua prossima frecciatina patetica April 30 Tanti auguriQuando arrivai in istituto i bambini erano divisi in due fasce: piccoli (dai 0 ai 5 anni) e grandi (dai 6 anni ai 17)...
per questo e forse anche perchè avevi due fratelli più piccoli, a 7 anni eri già considerato uno dei "grandi" e avevi gli stessi orari e le stesse regole di ragazzi più grandi di te di 10 anni...
a ripensarci oggi mi sembra assurdo eppure allora ero talmente dentro al meccanismo che spesso ti ripetevo "Anthony sei grande!", forse perchè con i miei 18 anni ero un ragazzino anche io o forse perchè,al di là dell'età, mi fidavo ciecamente delle persone che avevo intorno, quelle che si occupavano di voi, facendovi mancare solo l'affetto e forse a loro sembrava poco dato che ripetevano continuamente "diamo la vita per questi bambini"...(è stata la prima volta che ho sentito dei religiosi vantarsi di quello che fanno seguendo la propria vocazione, ma questa è un'altra storia...)
Sono passati 12 anni...ne hai vissute tante, ne abbiamo vissute tante...sai che ti sono sempre stato vicino e oggi il bambino che con rabbia mi rimproverava dicendo: "tu vuoi bene solo a Matteo" è un uomo, che lavora per garantire sicurezza a sua madre e ai suoi fratelli e si occupa della casa per affrontare il momento duro che suo fratello sta attraversando...
Ieri è stato un giorno speciale (anzi magnifico) per tutti noi, Matteo ha compiuto il passo più grande e difficile verso la guarigione riempiendoci tutti di grandissima felicità...
Ma anche oggi è un giorno speciale, è il tuo compleanno e come sai, in tanti anni, non l'ho mai dimenticato...
Auguri Anthony, ti voglio bene...
April 24 e cambiano le facce, però gli stati d'animo no...Passano gli anni ma le situazioni sono sempre le stesse...
Pirandello aveva ragione quando diceva che il mondo è solo un grande teatro...
come a teatro c'è un via vai di attori e di comparse che ruotano attorno al protagonista e talvolta cambiano ruolo...
la storia però è sempre quella...leggermente modificata forse, ma sostanzialmente la stessa...
i nuovi attori entrano nel cast con grande entusiasmo e prendono le parti migliori, causamndo l'uscita volontaria o non di alcuni veterani, mentre altri restano saldi al loro posto che hanno conquistato con lavoro e dedizione però si stancano di vedere sempre le stesse scene, le stesse battute e si sentono anche a disagio difronte a quella aprte del pubblico che ha già visto e rivisto lo spettacolo tanto da conoscerne a memoria ogni singolo passo...
è così che si diventa prevedibili, e a volte patetici...
una soluzione c'è...cambiare cast, cambiare pubblico, cambiare tutto...
ma il teatro resterebbe lo stesso...
è possibile fuggire totalmente dal proprio mondo?
è possibile far finta che tante cose non siano mai accadute?
è possibile guardare oltre senza voltarsi indietro per modificare le battute che non funzionano imparando dagli errori?
forse si, ma io non sono daccordo...
ho bisogno del mio passato quanto e più di quanto ne abbia del mio futuro....
non solo per i bei ricordi (anche se sono la parte migliore) ma anche per quelle dure lezioni che mi permettono di affrontare con maggiore consapevolezza ogni situazione e soprattutto per tutte le persone che hanno camminato con me...
anche quelle che non hanno lasciato un bel segno perchè costituiscono comunque un esempio che (per quanto negativo) mi aiuterà a valutare meglio in futuro, quello che non sono stato in grado di valutare nel modo giusto in passato...
c'è sempre una scelta apparentemente migliore (rispetto alle altre) ma purtroppo non sempre si tratta di quella giusta...
April 19 Una lettera ricevuta tanti anni faL'ho trovata nel mio armadio...in una scatola, inseme a tante fotografie di quel periodo...ho pensato di scriverla qui, dove nessuno potrà strapparla o gettarla via pensando che non serva più...perchè per me certe parole contano e conteranno sempre...anche se il destino, il tempo e soprattutto noi abbiamo scelto diversamente...
"Non c'è niente di più rassicurante dell'usuale, del conosciuto...per questo mi distende così tanto affacciarmi su questo scorcio della mia città. Tutto già visto milioni di volte, tutto intimamente assimilato, come se i miei occhi avessero divorato l'immagine e l'avessero ricostruita nella mia anima...infatti chi ti garantisce che non ti stia mentendo? Potrei benissimo essere in qualunque altro posto, non sul mio balcone, ma sdraiata sul divano,ad esempio, potrei stare fissando una parete bianca ed avere proiettato l'immagine, così mia da essere nettamente stagliata sul muro...e se anche ora ti stessi mentendo?
Non è questo l'importante! il cielo è ceruleo, anche se fosse un bambino a guardare l'infinita macchia che sovrasta le nostre teste, non avrebbe dubbi, è evidentissimo che si tratta del cielo di inverno, poi, so che lo sai, non ti mentirei mai su una cosa importante...lasciami giocare...
Ti sei mai cheisto cosa è giusto o sbagliato? non farlo... davvero, non farlo... è umanamente impossibile uscire savio e quieto da una simile constatazione...
constatare poi cosa? sfido chiunque a sapere per certo cosa sia giusto o sbagliato...a sapere con assoluta certezza nel momento in cui sta compiendo un'azione, anche la più piccola, che questa è giusta e non avrebbe potuto fare altrimenti...
Infondo non ho mai voglia di dimenticare, qualunque cosa io stia ricordando, non so se mai vorrei dimenticarla, disintegrarla e quindi perdere un'altra delle cose veramente mie...dimenticare una parte della propria vita: un gesto fatto o ricevuto, un pensiero, un bisogno, un dolore, una gioia, non posso...sono io!
Tutto si acuisce nel ricordo, ricordare è un po' come sognare, non c'è il freno della ragione, solo istinto, solo trasporto: nel bene e nel male.
I ricordi spiacevoli poi...non voglio parlarne: vedi che sulle cose importanti sono davvero sincera?
I bei ricordi...quelli si. Sono amati da tutti, è vero, non avere più ciò che si ricorda con tanto piacere a volte fa soffrire così tanto da non poterlo sopportare, ma nel momento in cui solo il profumo del ricordo, intenso ma mai spiacevole, inonda ed inebria i sensi, si sprofonda una specie di nirvana insonorizzato, dove solo la gioia ha l'assoluto dominio e il cuore e la mente non conoscono il brutto...rivivi ogni attimo e ti crucci di non averci pensato nemmeno quella volta ad assimilare ancor meglio, a catturare ancor più a fondo ciò che sta accadendo e che sai che diventerà un bel ricordo che stringerai forte nei momenti che dedichi a te stesso...
In tantissimi momenti penso a te e a quanto bene hai fatto ai miei giorni, alla mia esistenza, a quanto sei mio, sei mio perchè nessuno se non io ti ha messo nei miei ricordi, sei mio perchè niente ti porterà via dalla mia mente, anche quando non avrai più importanza per me...ma credo che questo non possa che accadere per mano tua..."
io invece credo che, nonostante tutto, non accadrà mai...
April 15 Pallina mai scesa a candela 3clicca per leggere il secondo capitolo
Allora non mi facevo domande, oggi invece non faccio altro che chiedermi "perchè?"
perchè mio padre ha mosso mari e monti per riavermi?
perchè?
per lasciarmi tra le braccia di mia nonna?
così forse la sua coscienza era più pulita, ma io avevo bisogno di sentirlo vicino, di sapere che sarei cresciuto senza una madre, ma avrei sempre potuto contare sulla presenza di mio padre, ma lui questo non l'ha mai capito
Il suo matrimonio era ormai arrivato alle ultime battute e lui conduceva una vita molto particolare...
di notte nel night club, per lavoro e per piacere e di giorno dormiva...ma quasi mai a casa...
io aspettavo con ansia una sua visita, o almeno una sua telefonata, ma i suoi segnali erano sempre più rari e brevi...
nel frattempo andavo a trovare la sua ex moglie e le mie sorelle, che mi facevano sentire (nonostante fossi figlio di un tradimento) parte della loro famiglia...almeno loro si rendevano conto del fatto che oramai esistevo...e che non bastava voltarmi le spalle per cancellare la mia esistenza...
La morte di mia nonna ha segnato un'altra svolta, solo che in un primo momento non me ne sono reso conto...
mia zia mi ha preso con sé, ho trascorso quasi due anni con lei, non mi faceva mancare nulla e mi sentivo il suo sesto figlio, ma è evidente che a lei ne bastavano 5 e non aveva nessuna intenzione di crescerne un altro...solo che allora non lo capivo...
ad aprire i miei occhi è stata una telfonata, ricevuta e verbalizzata 16 anni fa dal servizio sociale, della quale solo oggi sono stato messo al corrente...
mia zia li ha chiamati dicendo: "mio fratello non rientra da settimane, mi ha lasciato il bambino che non fa altro che piangere e urlare, venitelo a prendere o lo uccido"
e pensare che io ho dato la colpa di tutto alle due signore che un paio di giorni dopo sono venute a prendermi per portarmi nuovamente in istituto!
se avessi saputo che tutto partiva dal desiderio di mia zia di togliersi dai pieni un sassolino scomodo, probabilmente non avrei passato l'infanzia ad odiare due persone che infondo non hanno fatto nulla di male, anzi hanno agito nel mio interesse...
invece il neo enorme sul viso di una delle due è stato il mio incubo per anni...mi dicevo che quando i miei familiari sarebbero tornati a prendermi, gliel'avrei fatta pagare...ma nessuno veniva a prendermi...
April 07 Radio54 musicaitalianaPer ora è prevista per il 19 giugno la prima data dei Radio54...
prima o poi posterò un assaggio audio...
ma per ora mi limito a ringraziare Andrea per il grande aiuto che mi ha dato (sia tecnico sia psicologico) nel fare il manifesto e soprattutto per avermi creato lo sfondo (che probabilmente è la cosa più elaborata) nel momento in cui io stavo per gettare la spugna (lasciandolo nero...:-D)
grazieeeeeeeee
April 03 Chicca e la sua sfida
clicca per leggere il post sul lancio della sfida: http://ragnoxx.spaces.live.com/default.aspx?_c01_BlogPart=blogentry&_c=BlogPart&handle=cns!7A9A5201CFC2976!609
La sfida va in onda eccezionalmente in diretta di sabato, come ai vecchi tempi
Maria: buonasera e ben trovati...Marta, oggi c'è la tua sfida...
Marta: Eh si, Maria!
Maria: qual'è il tuo stato d'animo?
Marta: Maria, io sono agguerrita e poi so che sono più brava quindi devo vincere per forza io
Maria: facciamo entrare la sfidante...Chicca come va?
Chicca: sono un po' stanca, ho passato tutta la notte a caricare i video del live di ieri e ho dormito solo due ore...però sono contenta perchè tutti gli utenti del mio canale tifano per me e mi hanno lasciato commenti bellissimi...
Maria: Chicco facciamo entrare il giudice
Chicco: è una grande cantante, attualmente in scena con uno spettacolo che lei definisce "un atto d'amore nei confronti di Gabriella Ferri" dal titolo "Il terzo fuochista"...una delle più belle voci del panorama musicale italiano...TOSCA!!!!!!!!!
Maria: Chicco chi inizia?
Chicco: inizia Marta...col brano in italiano..."shallalallà" di Grazia Di Michele
Maria: Grazia! quali sono le difficoltà di questo brano?
Grazia: soprattutto difficoltà espressive...perchè questo è un testo molto impegnato dal significato molto profondo e nascosto...loro l'hanno preso un po' sotto gamba come se fosse una canzonetta stupida e insulsa, ma in realtà è un pezzo molto valido e molto impegnativo...spero che seguano i miei consigli...
Maria: Prego Marta
Marta: Ho aperto gli occhi per non sognarti più
Sha la la la la ti penso Non voglio amarti voglio Sha la la la la perchè Tu mi sciogli e mi leghi
Come posso dimenticarti se mi sciogli e mi leghi a te Come posso tornare a vivere se mi sciogli e mi leghi a te Maria: grazie marta...prego Chicca...
Chicca: Ho aperto gli occhi per non sognarti più
Sha la la la la ti penso Non voglio amarti voglio Sha la la la la perchè Tu mi sciogli e mi leghi
Come posso dimenticarti se mi sciogli e mi leghi a te Come posso tornare a vivere se mi sciogli e mi leghi a te Maria: Marta che ne pensi?
Marta: L'ho cantata meglio io...e stop...
Maria: Chicca vuoi dire qualcosa?
Chicca: No grazie...meglio che stia zitta :-D
Maria: passiamo al secondo brano...
Chicco: è un brano in inglese "time after time"
Marta: Lying in my bed I hear the clock tick and think of you
Caught up in circles confusion is nothing new You say go slow; I fall behind The second hand unwinds If you're lost you can look and you will find me Time after time If you fall I will catch you; I'll be waiting Time after time Maria: Prego Chicca
Chicca: Lying in my bed I hear the clock tick and think of you
Caught up in circles confusion is nothing new You say go slow; I fall behind The second hand unwinds If you're lost you can look and you will find me Time after time If you fall I will catch you; I'll be waiting Time after time Maria: Marta com'è andata?
Marta: abbastanza bene...questa canzone non è molto conosciuta quindi non l'avevo mai sentita...però l'ho cantata meglio io
Chicca: io non commento...che è meglio
Maria: tosca, cosa ne pensi?
Tosca: Maria sono davvero brave, ma tanto!!! io vorrei fare una premessa...da ragazza cantavo in Chiesa e c'erano le 4 panche...la prima era quella dei solisti e la quarta era quella degli stonati...ed io ero seduta sulla quarta panca...e poi piano piano, impegnandomi ogni domenica sono arrivata alla prima e a quel punto ho capito che forse avrei potuto cantare...allora mi sono presentata a un'audizione per entrare in una scuola, ma non mi hanno presa e sapete perchè "perchè non ero abbastanza brava"...però mi sono rimboccata le mani, ho tirato fuori la pancia e ho lavorato...e guardate dove sono arrivata ora...
Maria: si...ma il giudizio sulla sfida?
Tosca: scusami Maria, ma la premessa era d'obbligo, perchè io ho apprezzato molto, la grinta e la determinazione di Marta, che mi ha ricordato me alla sua età...io non ho voluto accettare la realtà, sono stata testarda...ho continuato a lavorare e non sono arrivata da nessuna parte, quindi non voglio che Marta faccia il mio stesso errore e per questo le faccio un grosso regalo...e la mando a casa...per me vince Chicca...però Marta, non mi odiare...
Marta: no Maria, mi dispiace ma "qiesta volta" non sono daccordo...ho cantato molto meglio io...dovevo vincere io...occhei? no Maria non esiste...mi ribello, voglio impugnare il giudizio, mi voglio difendere da sola...se lei prova a sedersi al mio banco le strappo i capelli e do fuoco alla sedia...no... devo vincere io e basta occhei????
Chicco: Marta...Tosca ha dato il suo giudizio e devi rispettarlo...
Marta: rispetto tantissimo Tosca e non mi permetterei mai di mettere in dubbio la sua onestà, ma secondo me è tutto preparato e lei è entrata sapendo già che avrei dovuto perdere...e poi vorrei sapere cosa ne pensano i professori...
Vessicchio: Marta sicuramente è più preparata tecnicamente...ma a volte non arriva...mentre questa ragazza ha indubbiamente del talento...ora dobbiamo solos coprire in cosa...
Grazia: io non sono daccordo col giudizio di Tosca...trovo che questa ragazza non abbia talento...non ha una bella voZe, è imprecisa, non ha musicalità, non ha fatto una buona analisi del testo di sha la la e l'ha messa in secondo piano come se time after time fosse più importante e ha quindi dimostrato di non avere stima di me e la cosa non mi è piaZuta perchè c'ho messo 4 anni a trovare un modo per mettermi in evidenza qui ad amici ...e trovarmi in secondo piano rispetto a cindy loper o eva cassidy proprio no...mi dispiaZe ma io avrei fatto vinZere marta
Maria: Cicca vuoi rispondere...
Chicca: io non intendevo assolutamente mancare di rispetto a nessuno...stimo molto Grazia Di Michele come autri...ha scritto dei bellissimi testi...sha la la fa schifo, però penso di essere una delle pochissime persone che conosce a memoria 4 sue canzoni e poi trovo che nonostante come cantante faccia pena, non abbia voce, sia stonata e noiosa, abbia cmq un suo perchè come donna...
Jurman: Maria, se è possibile io vorrei avere la possibilità di lavorare con questa ragazza....
-------------------------------------------------------------------------------------------------------FINE SECONDA PUNTATA--------------------------------------------------------------------------------------------------- March 29 Pallina mai scesa a candela 2clicca per leggere il primo capitolo:
Un prete e due suore: erano loro i miei nuovi genitori, la mia nuova famiglia...una delle suore mi ha anche insegnato a chiamarla "mamma".
Se ci ripenso non riesco neanche a capacitarmene, la parola più bella che esista, la prima parola che ogni bambino impara a pronunciare, il nome di colei che (a rigor di logica) dona la vita ai proprio figli, io lo usavo per chiamare una suora, ma non perchè ne sentissi la necessità (ero così piccolo che neanche me ne rendevo conto), ma perchè è stata lei a insegnarmi a chiamarla "mamma", perchè lei in quel momento ha scelto me come figlio.
Apparentemente questo potrebbe sembrare un privilegio e forse per me lo è stato fino a quando, dopo qualche anno è arrivato il turno di un bambino più piccolo di me e io mi sono ritrovato di nuovo senza mamma (ma questo è accaduto molto dopo, andiamo con ordine).
In Italia esiste una normativa che tutela i minori e il loro diritto ad avere una famiglia, ma in realtà è tutta una grande presa per i fondelli...
Perchè? presto detto...la legge tutela me e non i miei futuri ed eventuali genitori adottivi e intanto loro vengono, mi vedono, mi conoscono e poi decidono se per loro vado bene o no... ma il mio parere non interessa a nessuno? ma non è un mio diritto quello che viene tutelato? direi proprio di no... però fa comodo dire che la legge italiana riconosce il diritto di essere figli e non quello di essere genitori...questo concetto nobilita di molto il nostro paese, peccato che chi, come me, c'è passato abbia per forza di cose smesso di credere nella legge.
E poi c'è da dire che non sempre le leggi vengono rispettate, io avevo ancora la podestà di mio padre, ergo non ero adottabile, eppure ogni fine settimana lo trascorrevo in una famiglia intenzionata ad adottarmi (è vero che esistono le graduatorie, ma nell'istituto in cui vivevo io la regola generale era quella di infrangere le regole a loro piacimento).
Riguardando la videocassetta del mio battesimo, credo di poter affermare che con loro stavo bene e che probabilmente se mi avessero adottato ora sarei un ragazzo tranquillo e senza tutti i problemi che affliggono me e di riflesso tutte le persone che cercano di starmi vicine.
Ma la legge per quanto dura è pur sempre legge...e il tribunale dei minori in quel momento ha deciso che non era il mio turno, che la famiglia tranquilla l'avrebbe avuta qualcun altro, mentre io dovevo tornare con mio padre.
Ed è così che si è chiuso un altro capitolo della mia vita...ma ovviamente non finisce qui...
March 26 Una Canzone per Te"Ho scritto una canzone per te una canzone per ricordare che non è mai la fine perché c'è sempre il sole dopo ogni temporale"
Ogni tanto mi sorprendo a chiedermi se credo davvero a queste parole oppure fingo soltanto di crederci, illudendomi che tutto tornerà come prima e questo incubo sarà solo un brutto ricordo... altre volte invece sono convinto di crederci... ogni volta che guardo nei suoi occhi, ogni volta che mi sorride e soprattutto quando mi dice: "non vedo l'ora che finisca"
sento in me una voce che grida a squarciagola "ce la farà...ce la farà...non può essere altrimenti".
Una cosa è certa: ogni parte di me si rifiuta totalmente di prendere in considerazione un'eventualità diversa dalla guarigione di Matteo. E' ormai diventato il mio sogno più ricorrente: lui che, finalmente in perfetta salute, mi abbraccia e mi sorride... Lui, al quale ho sempre cercato di insegnare tanto, ma dal quale in quest'ultimo anno ho soltanto imparato... lui che... "se ti guardo negli occhi mi sorridi... e non ti lasci cadere mai"
February 03 PALLINA MAI SCESA A CANDELA 1104: questo il numero della mia stanza d'albergo...
18: i miei anni
6: i giorni che manco da casa, per ora...
Ma partiamo dal principio...
Mi chiamo luca e per anni mi hanno definito "figlio di puttana", forse perchè ero molto furbo e sveglio, o forse perchè sono nato da una relazione tra mio padre e una delle ragazze che lavoravano nel suo locale...
Mio padre gestiva tre night club e collezionava storie (e figlie femmine) con le sue lavoranti...ma poi tornava a casa, da sua moglie e dalle sue tre figlie legittime...tutto sotto controllo, finchè sono arrivato io a guastare tutto...io, un bimbo appena nato, già fonte di 1000 problemi...
perchè? ero l'ultimo di una lunga serie di figli bastardi...che cosa avevo di diverso dalle altre?
ERO MASCHIO
l'unico figlio maschio, il sogno di mio padre si era finalmente realizzato, ma purtroppo con la persona sbagliata...
e allora cosa si fa? certo non poteva lasciarmi a mia madre, probabilmente saremmo spariti e non ci avrebbe più trovati...
e così ha deciso di portarmi a casa sua, da sua moglie...
le ha detto tutto di me, che ero il figlio di una lavorante, che mi chiamavo luca e tutto quello che c'era da sapere...tranne un particolare che forse per lui non era poi così rilevante: non le ha detto di essere lui mio padre...
Ma Madre Natura non perdona...e col passare dei giorni la somiglianza con mio padre e con una delle sue figlie era sempre più evidente, tanto da spingere la moglie ad andare a richiedere una copia dello stato di famiglia...dopo anni di matrimonio conosceva suo marito e immaginava che non avrebbe rinunciato a riconoscere un figlio maschio, anche se nato da una relazione extraconiugale...
quello che è successo dopo, è facilmente immaginabile...non sapevo ancora parlare e già avevo creato un mare di discussioni...ma alla fine i buoni sentimenti hanno avuto la meglio sulle gelosie e sui rancori e la moglie di mio padre ha accettato di crescermi come se fossi suo figlio...ed è per chiamare lei che ho imparato a dire "mamma" e infondo era tutto perfetto, avevo mio padre, avevo una madre, avevo tre sorelle, sarei potuto crescere sereno e felice...ma c'è qualcuno che non ha accettato questa situazione: la mia vera madre...
Non sopportava l'idea che chiamassi "mamma" un'altra donna, oppure non le andava giù che mio padre non avesse lasciato sua moglie (come le aveva promesso di fare), purtroppo non ero in grado di capire e non ho la matematica certezza di quello che è accaduto in quei giorni...
dicono che mia madre (quella naturale per intenderci) abbia proposto a mio padre di regalarmi (iniziavano già a considerarmi un pacco e non hanno cambiato idea nel tempo) a uno dei suoi fratelli, che aveva da poco perso un figlio...
Io avevo solo due mesi, un padre, due madri e tre sorelle, ma soprattutto avevo una casa...ero abituato a guardare ogni giorno lo stesso soffitto, le stesse facce e gli stessi occhi e ascoltavo ogni giorno le stesse voci...ma tutte quelle certezze sono cadute con una rapidità pazesca quando il tribunale mi ha affidato ad una casa famiglia, inserendomi in una realtà che nel tempo avrebbe segnato completamente (nel bene e nel male) la mia vita.
December 18 Chicca si presenta ad amiciMaria: vince la squadra del sole...c'è l'ingresso di un nuovo sfidante....in piedi i cantanti della luna...
(ed eccola fare il suo ingresso...piccola e morbida...sorridente con gli occhi verdi e riccioli d'oro)
Maria: i ragazzi possono sedersi...Simonetta, Marta...la conoscete?
Simonetta: no MaRRia...io non la coNNosco prUprio...se l''avrei" conosciuTTa lo diRRei...
Marta: no, non l'ho mai vista
Maria: come ti chiami?
Sfidante: Francesca Romana, Valeria, Camilla
Maria: bel nome...un po' difficilotto da ricordare...io a malapena ricordo il mio che è di cinque lettere
Sfidante: infatti gli amici mi chiamano chicca
Gerrison: Maria, ha anche un nome d'arte...io così...di primo impatto...in lei vedo un'artista...non lo so perchè...ma secondo me ci potrebbe stupire
Maria: sei di Roma vero?
Chicca: non proprio...sono nata a Trani, poi ho vissoto a Vercelli a La Spezia e a Cagliari...però ora vivo a Roma da diversi anni...
Maria: però devo dire che hai girato abbastanza...va beh io ti farei cantare, anche eprchè vedo Marta che ti squadra dalla testa ai piedi...
Marta: Maria, sono curiosa...sentiamola...
Maria: prego fate pure partire la base....
e a quel punto Chicca, stringe tra le mani il suo porta fortuna e inizia a cantare
Chicca: è memole il nome mio, folletto sono io...in una foresta sto...e molti amici ho...
Maria (visibilmente divertita ma allo stesso tempo incredula): però devo dire che hai scelto una canzone impegnativa! mi dicono che si tratta della sigla di un cartone animato...come mai hai scelto questa canzone
Chicca: innanzitutto perchè Memole mi porta fortuna...e poi ritengo che quello delle sigle dei cartoni animati sia un genere musicale che merita di essere ricordato e valorizzato ed ho pensato di sfruttare questa vetrina per rendergli giustizia...
Maria: chi hai intezione di sfidare?
Chicca: Marta!!!!
Maria: Marta che ne pensi?
Marta: Maria, devo essere sincera? a "me non mi" piace...ma proprio per niente
Chicca: intanto al tuo posto mi vergonerei di sbandierare la mia carriera universitaria per poi sbagliare "a me mi" che è un concetto base della grammatica italiana, poi io non ho mai detto di saper cantare, quindi non devo dimostrare nulla, semplicemente pur non avendo mai cantato in vita mia penso di avere una cultura musicale che è almeno cento volte la tua e poi sono completa...
Maria: sei completa?
Chicca: beh faccio due giri su me stessa, cioè uno più di ivan che ha vinto amici come ballerino, riesco a cantare senza chiudere gli occhi e sicuramente recito meglio della Fantauzza...quindi si, sono completa...
Marta: Maria io non vedo l'ora di fare la sfida
Maria: Roberta cos'è quella faccia?
Roberta: concordo con Marta, anche io non vedo l'ora che facciano la sfida, così finalmente marta ce la leviamo dai piedi...
--------------------------------------FINE PRIMA PUNTATA....CHI VUOLE PUò ANCHE CONTINUARE AL MIO POSTO NON MI OFFENDO------------------------------------------------------- September 26 ecco cosa è rimasto di questi anni '80"Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2... Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita... L'ultima generazione a vedere il proprio padrecaricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli... Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò." September 02 MatteoTantissime volte sono stato sul punto di scrivere di lui...e altrettante volte mi sono fermato...
forse per paura di affidare a questo blog troppe speranze e rischiare di provare rabbia rileggendo domani quello che oggi vorrei che ci riservasse il futuro...
ma nel frattempo non faccio altro che ripercorrere il passato...
il primo sguardo triste, spaventato, prevenuto...e poi il primo bellissimo sorriso...
il primo abbraccio...la prima volta che mi ha detto: "ti voglio tanto bene"...
sembra ieri...quando mi correva incontro e mi saltava in braccio...
quando la serenità sembrava lì, a pochi passi... oltre quel cancello...
quando mi ha detto: "vorrei tanto che fossi tu mio padre"...
ho conservato queste parole come uno dei più bei regali mai ricevuti...
perchè proprio lui? perchè proprio ora? e soprattutto perchè nel peggiore dei modi?
non c'è risposta...o forse c'è, ma io non la conosco e non credo riuscirò a trovarla per ora...
ma non riesco a rassegnarmi, come potrei?
voglio vederlo di nuovo correre...voglio vederlo di nuovo sorridere...
voglio soltanto che Matteo guarisca...
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