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    April 27

    Il timone della vita

    La scorsa estate cantavo con una cover band dei Nomadi, non sono mai stati il mio gruppo preferito, ma avevo bisogno e voglia di suonare e ho colto l'occasione per approfondire la conoscenza di un gruppo che infondo ha contribuito alla scrittura della storia della musica italiana.
     
    Una sera è successa una cosa molto particolare: stavo cantando "canzone per un'amica" quando un gruppo di ragazzi ha fatto cerchio intorno a me...lì per lì mi è sembrato un gesto carino da aprte loro e ho continuato a cantare tranquillamente, ma poi ho incrociato i loro sguardi e mi sono accorto che stavano piangendo...tutti guardavano il cielo, cantavano a squarciagola e piangevano...in quel momento ho sentito un forte peso, ma ho continuato a cantare...
     
    A fine serata mi sono avvicinato a quei ragazzi cercando di capire il perchè di quel loro gesto e soprattutto di quelle loro reazioni...e mi hanno raccontato la storia di Simone...un amico che avevano perso in un incidente stradale (proprio come la protagonista di "canzone per un'amica"), che loro chiamavano giocosamente "Timone" e in ricordo del quale hanno fondato un'associazione culturale, che hanno chiamato "IL TIMONE DELLA VITA".
     
    Da quell'esperienza è unata una mia canzone che ho deciso di intitolare...Il timone della vita... 
     
    frontimo
    April 03

    QUELLO CHE NON TI HO MAI DETTO

    E' tanto, troppo facile sottovalutare il valore di tre brevissime parole...e così passano gli anni, le dai per scontate e ti rendi conto di non aver mai detto "ti voglio bene" ad una persona importantissima per te, solo quando è tardi...
    Sono passati quasi 12 anni dalla sua morte, ricordo con dolore gli ultimi angoscianti giorni...le emorralgie sempre più frequenti...le bombole d'ossigeno, i parenti che entravano e uscivano da casa mia continuamente (eh già perchè negli ultimi giorni nessuno vorrebbe mancare...ma prima dov'erano tutti???)...
    Per tutta la vita sono stato uno che parla tanto (a volte troppo), che non perde mai l'occasione per dire quello che pensa, per siglare un gesto, un comportamento, una situazione, ma in quei giorni ero muto...l'unica cosa che riuscivo a fare era guardarlo negli occhi e sorridergli... 
    Ho odiato la semplicità con cui mi veniva detto: "preparati, perchè è solo questione di tempo....ci sta per lasciare!"...
    io tutt'ora mi chiedo: come si fa ad essere pronti? come si fa ad accettare che da un momento all'altro una persona a te cara non riuscirà a respirare e morirà soffocata sotto i tuoi occhi?
    Erano giorni che non si alzava dal letto, ma una sera ha voluto cenare a tavola con tutti noi...si sentiva più forte? o semplicemente avvertiva che il suo tempo era sempre più breve? in quel momento non mi sono posto la domanda...e quando poche ore dopo ha avuto una lieve emorralgia (nulla rispetto alle precedenti) e ha chiesto di essere portato in ospedale, io ero stranamente tranquillo...forse tutto il sangue che avevo visto mi aveva fortificato...forse avevo già pianto abbastanza al solo pensiero di perderlo e mi ero convinto che non fosse ancora giunto il suo momento...non riesco a ricordare con lucidità come ho vissuto quei minuti (anche perchè non ero lucido), ma ricordo di avergli detto "ci vediamo domattina" e mai avrei pensato che quelle sarebbero state le mia parole d'addio...
    perchè non gli ho detto "ti voglio bene"? perchè non gli ho mai detto che una parte di me stava morendo insieme a lui e che da bambino piangevo pensando alla morte, proprio perchè sapevo che sarebbe stato uno dei primi a lasciarmi?
    E' stata per me una delle sconfitte più grandi...
     
    Un anno dopo ho scritto "quello che non ti ho mai detto"... e oggi, dopo tanti anni, ho deciso di registrarla...gliela dedico con tutto il cuore, sperando che esista davvero un posto in cui quelle tre parole che non ho mai detto siano cmq arrivate a destinazione.